Santa Maria Maddalena a Front

La tradizione la vuole fondata per interessamento del terzogenito del Re Arduino, di nome Guido, che impose come titolare Santa Maria Maddalena; ma non vi è nulla che comprovi questo fatto.
Il primo documento è del 1190 allorchè l’abate di Fruttuaria Enrico I dei San Martino di Front, ebbe la giurisdizione della chiesa di Santa Maria Maddalena di Front. E’ probabile che la chiesa sorgesse già dov’è l’attuale, seppur di dimensioni ridotte. Nel 1329 è parroco Don Michele che succede a Don Alberto, che regge anche la Chiesa di San Nicolao di Vauda.
La Parrocchia di Front apparteneva alla Diocesi di Ivrea e, il 7 luglio 1817, aggregata a quella di Torino.

L’edificio, nel corso dei secoli, è stato più volte rimaneggiato quali ampliamento del coro, spostamento altare maggiore, costruzione sacrestia, rifacimento altari laterali e l’ultima, la più appariscente, la nuova facciata monumentale del 1924, opera di Gardetto Domenico su disegno dell’Ing. Destefanis.
L’interno è costituito da tre navate; quella centrale con l’altare maggiore, le due laterali con gli altari di San Pietro/San Filippo Neri e di San Giuseppe, dell’Immacolata Concezione e dell’Annunciazione. Nel 1890 vennero demoliti i seicenteschi altari della Madonna del Carmine e della Madonna del Rosario per costruirvi quelli di San Giuseppe e dell’Immacolata. Pregevoli sono gli stucchi delle cappelle dove sorgevano gli altari demoliti, in una vi è ancora lo stemma dei San Martino.
Incastonato entro la cappella di San Pietro/San Filippo Neri vi è un pregevole quadro di Bartolomeo Caravoglia, firmato e datato 1670; altro datato 1670 e attribuito allo stesso pittore è in sacrestia, sovrastava il demolito altare della cappella del Carmine. Nella cappella dell’Immacolata è collocato un quadro risalente al 1748, è del pittore Reynero e più volte rimaneggiato nel corso degli anni. Un dipinto sovrasta pure l’altare dell’Annunciazione, è del 1904, opera del pittore Angelo Negro e commissionato dalle famiglie Motto di Grange, patrone dell’altare.
Di pregevole fattura sono le statue della Madonna del Rosario dello scultore Rampone del 1698, mentre la statua di Santa Maria Maddalena è del 1862.

(Fonte: http://www.comune.front.to.it/ComSchedaTem.asp?Id=6266)

Notizie storiche

1190 (prima testimonianza carattere generale)

Il primo documento noto è del 1190, allorché l’abate di Fruttuaria Enrico I, dei San Martino di Front, ebbe la giurisdizione della chiesa di Santa Maria Maddalena di Front. E’ probabile che la chiesa sorgesse già dov’è l’attuale descrizione
La chiesa sorge lungo la strada provinciale che attraversa Front. L’edificio risulta inglobato nel tessuto urbanistico, in aderenza alle costruzioni circostanti sui lati ovest e sud, mentre la facciata è rivolta ad est. La chiesa ha pianta rettangolare longitudinale, con navata centrale e due laterali, transetto e abside semicircolare. Internamente la navata centrale è coperta da volte a botte unghiate, mentre le navate laterali da volte a crociera; il transetto di sinistra è sormontato da due volte a botte unghiate accoppiate, mentre quello di destra da volta a botte; la crociera è coperta da volta a vela cupoliforme su pennacchi, mentre l’abside da semicupola. La struttura è in muratura portante, con pareti e volte intonacate; il tetto è a falde, con struttura lignea e manto di copertura in coppi. La facciata è del tipo a vento, a ordini sovrapposti, scandita da paraste, e conclusa con timpano triangolare. Il portone è collocato in asse con la navata centrale, mentre sulle laterali si aprono finestre mistilinee. L’ordine superiore è limitato alla sola navata centrale, mentre le laterali sono sormontate da balaustre in cemento; centralmente si apre una finestra con colonnine e cornice ad arco. La facciata presenta finitura in mattoni a vista in corrispondenza delle specchiature centrali, su ambo gli ordini, mentre le laterali sono trattate a fasce orizzontali in finto bugnato, di tonalità ocra. Il campanile, su base quadrata, è collocato sul retro dell’edificio, sul lato sinistro, adiacente al volume della sacrestia; la cella campanaria è aperta sui quattro lati, con copertura a falde in coppi. L’edificio presenta discrete condizioni di conservazione; internamente si è proceduto al restauro di alcune volte, mentre sulle superfici verticali sono presenti fenomeni di umidità parietale.

(Fonte: http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedacc.jsp?sinteticabool=true&sintetica=true&sercd=56395#)

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