Ogni mia parola!

Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Io lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è VERO? Il secondo setaccio, è quello della bontà. Quello che vuoi dirmi, è qualcosa di BUONO? Rimane il terzo setaccio, quello dell’utilità. È UTILE che io sappia?

Dan Millman

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo! »
Mt 5,20-26

Quante volte diciamo: “be’, io che male ho fatto? In fondo non ho mai ucciso nessuno”. Ma è vero? Sono proprio sicuro che le mie parole non siano state una coltellata al cuore di qualcuno o forse alle spalle di qualcuno? Le parole sono importanti: ogni parola che esce dalla nostra bocca non torna più indietro e produce una serie di effetti che sfuggono al nostro controllo. Spesso sentiamo ripetere che il tempo della quaresima è un tempo propizio. Ma propizio per cosa? Per la nostra conversione, per sperimentare la salvezza. Ma cosa vuol dire convertirmi? Come faccio? La conversione così come è proposta è un pieno cambio di mentalità. Un permettere al Signore che possa cambiarmi il cuore (dal cuore di pietra al cuore di carne) e la testa (da una testa dura e chiusa sulle proprie convinzioni ad un’apertura e accoglienza della diversità). Questo tempo può essere propizio per chiedere che il Signore cambi il mio cuore e la mia testa e mi renda consapevole delle mie parole. Renda le mie parole come le sue capaci di mettere ordine senza distruggere. Dio all’inizio della Scrittura si prende cura con la sua parola del caos primordiale, non lo spazza via, mette ordine. Possiamo chiedere che le nostre parole escano per mettere ordine, per fare chiarezza, verità, giustizia e non per giudicare e condannare, chiedere che le nostre parole aprano strade di speranza.

  • Le mie parole sono parole che mettono ordine o creano più caos?
  • Parlo giudicando o promuovendo l’altro?
  • Guardo la realtà come la guarda Dio?

p. Claudio Rajola SJ

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