Come tu mi vuoi

Le perfezioni di chi amiamo non sono finzioni dell’amore. Amare è, al contrario, il privilegio di accorgersi di una perfezione invisibile agli occhi degli altri.

Nicolás Gómez Dávila

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.
Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?
E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. »
Mt 5,43-48

Essere perfetti. Alzi la mano chi non ha mai aspirato alla perfezione! «Un giorno, prima o poi, con grande impegno e determinazione riuscirò ad essere perfetto!» Ce lo siamo detto chissà quante volte e poi? Forse abbiamo abdicato, forse con un sorriso sarcastico ci siamo detti «Va be’, non importa, non ci sono poi tante persone perfette intorno a me!» Ma dentro c’è rimasto un che di amaro e in fondo non siamo poi così convinti che non importi: Dio abbi pietà di me che non ci riesco! E poi ogni tanto ecco che ritorna la Parola del Vangelo di Matteo che ci scomoda e ci costringe a ripensare a questa benedetta perfezione! Ma oggi, leggendo più attentamente, mi rendo conto che l’invito alla perfezione è solo la conclusione di un discorso più ampio in cui si parla di prossimo, nemici, sole, pioggia, giusti, malvagi e così via. Ancora una volta la Parola mi costringe ad allargare lo sguardo dalla mia povera piccola vita alla vita degli altri e del mondo… e se la perfezione avesse a che fare con gli altri e non con me stesso prima di tutto? E se la perfezione fosse una “dinamica” e non una “condizione”? Nel cammino verso la perfezione non incontri prima di tutto i tuoi limiti e i tuoi fallimenti che ti mortificano e ti chiudono, incontri delle persone e le realtà del mondo, che ti sfidano e ti provocano! Ma guarda che questo è il modo in cui ha vissuto Gesù. Lasciati stanare! Lasciati provocare, osa venire fuori… guarda intorno e accorgiti di chi c’è, chiunque sia! Allora ti rendi conto che la perfezione ha a che fare con l’amore (non di sé!) e allora ti accorgi che essere perfetti significa diventare misericordiosi, accoglienti, aperti! Proprio come dice il Vangelo … di Luca.

  • Quand’è stata l’ultima volta che ho desiderato essere perfetto?
  • In quale ambito della mia vita vorrei mettere in pratica la perfezione evangelica piuttosto che quella umana?
  • Quando mi sono sentito ostacolato nella mia crescita interiore e non solo?

p. Stefano Titta SJ

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