Testimone di verità

Gesù, non ti piacciono le nostre costruzioni, se non sono ispirate a Te nostro unico Modello; e non per malsana gelosia ma per amore di autenticità e di verità.
Maurizio di Gesù Bambino

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Se fossi io a render testimonianza a me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera; ma c’è un altro che mi rende testimonianza, e so che la testimonianza che egli mi rende è verace. Voi avete inviato messaggeri da Giovanni ed egli ha reso testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché possiate salvarvi.

Egli era una lampada che arde e risplende, e voi avete voluto solo per un momento rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha reso testimonianza di me.

Ma voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto, e non avete la sua parola che dimora in voi, perché non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza. Ma voi non volete venire a me per avere la vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma io vi conosco e so che non avete in voi l’amore di Dio.

Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete; se un altro venisse nel proprio nome, lo ricevereste. E come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene da Dio solo?Non crediate che sia io ad accusarvi davanti al Padre; c’è già chi vi accusa, Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza. Se credeste infatti a Mosè, credereste anche a me; perché di me egli ha scritto. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?». [Gv 5, 31 – 47]

Una via verso la sua Passione costellata di richiami alla fede, ad uno sguardo che sappia riconoscere la presenza del Padre proprio in lui, Gesù, quel maestro che sa farsi vicino alle situazioni di malattia, di morte, di fatica e di sconfitta, per ridare vita, speranza, pace; ma proprio questa sua attività diventa luogo di scontro, luogo in cui o si impara ad aver occhi per vedere e fede per accogliere, oppure ci si indurisce nelle proprie aspettative, magari quelle di uno pseudo messia che faccia ciò che autorità religiosa voglia affinché nessuno si turbi o si scandalizzi. Gesù non può e non vuole essere così.

La sua verità, la verità che il Padre vuole sia accolta, è proprio lui, il suo modo di far incontrare o riemergere una fede che è dono, non il “darsi gloria gli uni dagli altri”. Questa è la salvezza offerta in lui. E se qualcuno dà testimonianza, che essa indichi lui, Gesù, e mai se stesso: questo è accogliere la verità che viene dal Padre. Il resto può aiutare se incoraggia, se fa aprire gli occhi, se fa scaldare il cuore verso di lui. Altrimenti si gira a vuoto, pur magari conoscendo a menadito scrittura e dottrina. La fede in Cristo non è mai il semplice accostamento del “si dice” di lui, ma il personale coinvolgimento nella e della mia vita.

  • L’attesa di quale pseudo messia mi ha impedito di godere della pienezza della vita?
  • In che luogo della mia vita vorrei sentirmi più coinvolto nella relazione col Signore?
  • Che verità sto aspettando oggi?

Lino Dan SJ

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