Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno!

Non c’è momento migliore di questo per essere felice. La felicità è un percorso, non una destinazione. Lavora come se non avessi bisogno di denaro, ama come se non ti avessero mai ferito e balla, come se non ti vedesse nessuno.
Madre Teresa di Calcutta

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Forse si ucciderà, dal momento che dice: Dove vado io, voi non potete venire?». E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che io sono, morirete nei vostri peccati».

Gli dissero allora: «Tu chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che vi dico. Avrei molte cose da dire e da giudicare sul vostro conto; ma colui che mi ha mandato è veritiero, ed io dico al mondo le cose che ho udito da lui». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora saprete che Io Sono e non faccio nulla da me stesso, ma come mi ha insegnato il Padre, così io parlo.

Colui che mi ha mandato è con me e non mi ha lasciato solo, perché io faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui. [Gv 8, 21-30]

Da un lato quelli che «non capirono», ben identificati e fermi nelle loro convinzioni e nelle loro logiche del buon senso; dall’altro «molti» senza volto che al contrario si fidano di Gesù.

Non bastano prove, segni, neanche è bastato parlare direttamente con Lui per riconoscere la sua identità, riconoscersi nelle sue parole. Non basta toccare con le proprie mani e vedere coi propri occhi Dio in persona per riconoscerlo come Dio davanti a me.

Non c’è altra prova che quella dell’abbandono fiducioso: rischiare!

L’unico segno, a cui poi qualcuno è disposto a credere, è il Figlio dell’uomo innalzato sulla croce. La croce ancora pietra d’inciampo, criterio di discernimento. Dalla sua accettazione passa l’accoglienza di Cristo, dal riconoscere che Dio è un Dio fuori logica…la sua è quella di un amore senza misura.

La croce e il Crocifisso segnano il limite tra la fede e la non credenza: il Dio di Gesù è il Dio che si lascia morire per amore, che mostra la sua onnipotenza nella sua vulnerabilità. È un Dio che non si tiene e non si trattiene. Si da. Un Dio così sfida il buon senso e la ragione, ma è l’unico Dio che può parlare al cuore, aprire alla speranza, e che merita fiducia. La resurrezione passa da qua.

  • Quali prove e segni cerco per vedere e riconoscere Dio?
  • Quando la morte in croce di Gesù ha rappresentato una pietra d’inciampo per la mia fede?
  • Come parla al mio cuore oggi Colui che ha dato tutto per me?

Michele Papaluca SJ

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