Tutti liberi

Liberate l’amore oppure liberatevene per sempre.
Jim Morrison

In quel tempo, mentre Gesù era a mensa con i suoi discepoli, si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù.

Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: «Di’, chi è colui a cui si riferisce?». Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose allora Gesù: «È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò». E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone.

E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: «Quello che devi fare fallo al più presto». Nessuno dei commensali capì perché gli aveva detto questo; alcuni infatti pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Preso il boccone, egli subito uscì. Ed era notte.

Quando Giuda fu uscito, Gesù disse : «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.

Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire. Simon Pietro gli dice: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte». [Gv 13, 21-33.36-38]

Gesù esprime fino alla fine cosa ha nel cuore, perché l’amore autentico è così: forte e sincero, tenace e trasparente. L’amore di Gesù per noi è “nonostante” e “in anticipo”, è un legame che ci permette di vivere a priori senza che la vita donata sia interpretata come compenso di una prestazione.

“Uno di voi”, scelto da Gesù stesso, non è un estraneo, non è un infiltrato nel gruppo dei Dodici, è uno raggiunto volutamente dallo sguardo d’amore di un Dio che dona possibilità da percorrere, all’interno delle quali noi esercitiamo il dono per eccellenza che ci rende umani: la libertà.

Giuda è stato chiamato a vivere e a scegliere la vita per portare vita agli altri… ma prima è chiamato ad accogliere quella vita che Dio gli vuole offrire. Accogliere il dono della vita significa poterla innanzitutto riconoscere. Un dono simboleggiato anche da quel boccone intinto, che veniva dato, durante il pasto, dal padrone di casa all’ospite.

Quello di Gesù è l’ennesimo atto di amore nei confronti di Giuda, l’ennesimo tentativo di abbracciare Giuda e la sua libertà, rispettata fino alla fine. Gesù, proprio in quella libertà, sta scommettendo il suo proprio destino, vita o morte. Sta dicendo a Giuda: io sono nelle tue mani, la mia vita è nelle tue mani. Lo sta dicendo anche a noi ogni volta che esercitiamo la nostra libertà: “Nelle tue mani c’è la vita o la morte di quel pezzo di mondo che ti ho affidato”.

  • Cosa provo dinanzi alla commozione di Dio nel darmi la libertà?
  • Qual è il boccone intinto che mi è stato dato?
  • Cosa di me posso consegnare gratuitamente agli altri?

Sergio Ucciardo SJ

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Commenti chiusi