Parlami ancora…

Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera.
Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso,
se puoi subire l’accusa di un tradimento e non tradire la tua anima.
Voglio sapere se sei fedele e quindi hai fiducia.
Scritto da un’indiana della tribù degli Oriah – 1890

In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti e disse: «Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.

Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli».

I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. Mentre mangiavano disse: «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà». Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?».

Ed egli rispose: «Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto». [Mt 26,14-25]

Ognuno porta nel cuore almeno un piccolo o un grande abbandono inaspettato. Ad ognuno di noi è capitato di tradire l’amore, l’amicizia, la stima, la fiducia, le aspettative quanto piuttosto gli obiettivi, almeno una di queste cose, almeno una volta nella vita.
La responsabilità del tradimento non coinvolge mai solo il traditore o il tradito, piuttosto interessa entrambi sotto due aspetti fondamentali: la comunione e la comunicazione, tanto connesse nella storia di ognuno di noi che se manca una vacilla l’altra e viceversa.

Gesù è il figlio che comunica ed è in comunione con il padre passo per passo, sa esattamente da dove viene e accoglie con affidamento totale la prosecuzione del percorso.
Giuda sembra invece confuso, ha camminato tanto accanto al maestro, è uno dei discepoli più vicini, è il responsabile della cassa, segue passo per passo Gesù, sa esattamente da dove viene, eppure, lui, che non ha bisogno di soldi, vende l’amico per trenta denari, non si affida, dove sta andando? Smette di avere fiducia perché non comprende, quindi smette di comunicare, esce dalla comunione.

Gesù, davanti al processo che tante volte facciamo a noi stessi o agli altri, afferma “Tu l’hai detto” riportandoci a noi stessi, alle nostre parole, alle nostre scelte e ci rimette, così, nella condizione di offrire e ricevere perdono, di spiegarci e spiegare le motivazioni dell’abbandono della comunione, dandoci la possibilità di definire una nuova comunicazione.

Gesù è il Signore della vita, colui che attraversa non solo la morte carnale, ma tutte le nostre morti per rimetterci in Spirito di comunione e comunicazione con noi stessi, con gli altri e così con Dio padre.

  • Quando mi sono sentito tradito, cosa non ho saputo ascoltare?
  • Quando ho tradito, cosa non ho saputo spiegare?
  • Da quale limite accetto di ripartire oggi?

Mounira Abdelhamid Serra

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