Totale fiducia

Scendemmo là, dove il giorno si perde
a cercarsi da solo nascosto tra il verde,
e lui parlò come quando si prega,
ed alla fine d’ogni preghiera
contava una vertebra della mia schiena.
Il sogno di Maria – Fabrizio De Andrè

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».

A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.

Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei. [Lc 1, 26-38]

La buona notizia riparte dal sì di Maria.

Totale fiducia: quello che si giudica impossibile può essere realizzato con una cura nuova, con uno sguardo diverso. Il rallegrarsi di Maria consiste nella presenza del Signore presso di lei, una presenza che non teme il timore, una presenza che supera e dà stabilità al turbamento.

La buona notizia è innanzitutto il compimento di una promessa, il significato profondo della storia di ognuno, che cresce e si realizza all’ombra di possibilità fuori controllo, possibilità che possono solo essere accolte o rifiutate. Maria comprende anche attraverso ciò che avviene in Elisabetta e si sbilancia nell’accogliere le possibilità non calcolate che la vita le presenta. Allo stesso modo oggi ci viene raccontato cosa avviene in Maria e siamo chiamati a compiacerci: Dio è già con noi, anche solo in questa parola ricevuta.

Siamo chiamati ad accogliere le possibilità che non abbiamo considerato, a partecipare attivamente alla realizzazione della storia di cui ognuno è protagonista, con la cura e lo sguardo di chi impara a dire sì all’Amore.

  • Quando mi sono rallegrato e ho detto sì?
  • Che segno mi ha raccontato il compimento di una promessa?
  • Per cosa sono chiamato a rallegrarmi, oggi?

Mounira Abdelhamid Serra

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