All’amore non si comanda!

L’amore è il significato ultimo di tutto quello che ci circonda. Non è solo una sensazione, è la verità, è la gioia che è la fonte di tutta la creazione
R. Tagore

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.

Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri». [Gv 15,12-17]

Si può comandare l’amore? No, non è un ordine quello che Gesù dà ai suoi discepoli. La sua parola è una parola creativa, che realizza quello che dice. Apre un nuovo modo di vivere le relazioni tra di noi. Una nuova strada, un nuovo modo di essere. Non si tratta di obbedire a un comando per evitare di andar all’inferno. Vivere nell’amore così come lui l’ha vissuto significa entrare nel regno dei cieli, significa gustare la vita eterna in questo mondo, qui e adesso.

Oggi sentiamo forte più che mai il bisogno di vivere relazioni buone tra di noi e ci impegniamo con buoni propositi di andare incontro all’altro. Ma capita che i risultati siano deludenti e ci stanchiamo facilmente. Forse dimentichiamo troppo spesso che il punto di partenza è quel “come io ho amato voi”: è dentro quell’esperienza di amore ricevuto che imparo ad amare l’altro con tutto me stesso. Solo facendo il pieno del suo amore per me posso decidermi di uscire da me stesso. E’ questione di fisiologia: il mio cuore non genera amore da se stesso. Nel suo funzionamento sano è un organo che riceve e distribuisce amore. Il suo compito è di veicolare l’amore lì dove ce n’è bisogno, dentro e fuori di me.

A partire dall’essere amato imparo a tenere il cuore aperto e disponibile, ad attingere alle mie risorse interiori, alla generosità, alla dedizione, alla cura. Quando vivo a cuore aperto, sperimento la gioia e la benedizione che continuamente si riversa nel mio cuore. Divento come un bambino, per il quale amare ed essere amato è la condizione naturale della vita. E l’eternità irrompe nel presente.

  • Quando ho sperimentato l’amore di Dio per me?
  • In quali situazioni ho sperimentato il cuore aperto?
  • Come ha risuonato il cuore in quelle situazioni?

Flavio Emanuele Bottaro SJ

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