La ricetta perfetta

“Woah Lord, set my soul! Take my pain and turn it into gold.”
Barns Courtney, “Champion”

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia.» La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia». [Gv 16,20-23]

Ti suggerisco di avvicinarti a questo brano come ad una ricetta. Una ricetta per un dolce, o un piatto salato. C’è la lista degli ingredienti: dovrai procurarteli se vuoi che ci sia qualcosa da mangiare, alla fine. Alcuni vengono da te, dalla tua vita personale, altri ce li metterà il Signore Gesù. Il prodotto finale sarà la Risurrezione, anzi, una risurrezione, tua, personale. Forse le darai altri nomi, perché sarà tua, e ognuno sceglie le parole che preferisce, quando vede Dio.

La parte più difficile della ricetta è tirare fuori la tua parte di ingredienti: una morte e un desiderio. Per “morte” intendo qualcosa di irreversibile: il naufragio di qualcosa di bello e vitale per te, che può riguardare un’altra persona o te stesso. Ogni volta che il vangelo oggi parla di tristezza e afflizione, mettici la tua “morte” personale. Procedi lentamente, e fermati quando senti qualcosa di simile alla speranza, a un desiderio positivo per il futuro.

A questo punto parlane con il Signore, offrigli quello che hai per le mani, per quanto impossibile e irrazionale. Chiedigli, allora, che la tua tristezza diventi gioia.

  • Quale morte, oggi, scelgo di consegnare al Signore?
  • In che luogo della mia vita ho inaspettatamente ritrovato speranza?
  • Quale desiderio metto nelle mani di Dio?

Irene Valsangiacomo

Rete Loyola (Bologna)

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