Stammi a cuore!

Desiderare non significa semplicemente praticare una libertà senza vincoli; desiderare significa fare del proprio desiderio una vocazione, un impegno, una possibilità che non esclude il senso del limite ma lo implica profondamente.
Massimo Recalcati

[Mc 9,30-37]
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risusciterà». Essi però non comprendevano queste parole e avevano timore di chiedergli spiegazioni. Giunsero intanto a Cafarnao. E quando fu in casa, chiese loro:

«Di che cosa stavate discutendo lungo la via?». Ed essi tacevano. Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro: «Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

La vita spirituale, prima ancora di essere una risposta, è una domanda. Un interrogativo sempre aperto sulle pieghe più profonde e significative della nostra esistenza.

“Di cosa stavate discutendo?”. Cos’è che ci sta a cuore?

Se ci fermassimo a riflettere, forse, anche noi risponderemmo come i discepoli. Vorremmo essere i primi! Eppure tu, Signore, ci inviti a farci ultimi. Vorremmo essere potenti! Eppure tu, Signore, ci parli della tua morte come di un compimento.

Dietro ai nostri deliri di grandezza si nasconde spesso il desiderio di una vita piena. Tu lo sai e prendi sul serio la nostra felicità. Ci liberi dal bisogno di apparire e ci indichi la strada dell’essere. Ci sveli il volto del Padre e ci insegni che il cuore di Dio è il cuore di un bambino. Un cuore puro che non teme la debolezza. Ci inviti ad accogliere questo sguardo, ad amarlo e a farlo nostro.

Ci mostri, così, che la nostra realizzazione passa dalla nostra fragilità. Ci liberi dalla paura della morte e, con amore, ci conduci verso la luce della resurrezione.

  • “Di cosa stavate discutendo?”. Cosa abbiamo postato su Facebook, Twitter o Instagram? Di cosa parliamo in famiglia, in ufficio, a lavoro?
  • Oggi cosa occupa i miei pensieri?
  • Qual è il desiderio del mio cuore, in questo momento?

Maria Pia Sacco

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