Goditi il presente che ti è regalato e fidati per il futuro

Bisogna lasciare a Dio il beneficio del dubbio.
Sacha Guitry

[Mc, 10, 17-27]
In quel tempo, Pietro disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva gia al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna. E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi».

Oggi ci fermiamo su l’incontro tra Pietro, umano, dubbioso, limitato, fragile e Gesù, divino, accogliente, fiducioso. Pietro fa fatica a continuare il cammino iniziato mesi fa, è deluso di non vedere ancora i frutti del campo seminato, forse non capisce quello che Gesù sta insegnado a lui e agli altri undici. Allora Pietro si fa portavoce di ciò che ognuno portava nel cuore. “Signore, noi non abbiamo più niente e in questo momento ci sentiamo fregati. Sembra che abbiamo fatto la scelta sbagliata e non sappiamo più perché siamo qui.”

Gesù, saldo e amorevole gli risponde: “Fidati di me: tribolazioni e sconforto non vogliono dire che hai sbagliato scelta, no. Non è perché non vedi i frutti che la mietitura non è stata abbondante. Anzi, apri gli occhi, guarda ciò che la vita, ciò che il Padre ti ha regalato per oggi. Fidati di Lui e del suo amore immenso per te. E poi guarda oltre. Guarda la meta, non solo il cammino di oggi. Guarda verso l’alto, verso la lontananza, con la sicurezza di essere amato e di avere il diritto di gioire della vita.”

Gesù ci dà questa certezza: una vita eterna è possibile, da oggi in poi, una vita che non finisce di spargere amore, luce, gioia e pace. Più ne sperimentiamo la bellezza, più ci sentiamo vivi e viventi. I raggi di quest’energia condivisa e moltiplicata da e per gli altri, ci nutrono nei momenti di fatica.

Questo è il nostro paradiso: da schiavi della paura e del dubbio diventiamo liberi di muoverci, di camminare e di ballare, senza guardare più né al guadagno né al primo posto.

  • Oggi quale momento fraterno ho vissuto e in che modo mi sono lasciato amare dalle persone che mi stanno accanto?
  • Quale campo mi è stato affidato all’improvviso e quali frutti posso raccogliere ?
  • Come vorrei vivere la buona notizia, il Vangelo, in questo giorno? Mi sento pronto ad accettare l’invito di Gesù a seguirlo?

Virginie Kubler

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