Tutti figli di Papà

La carriera dell’uomo nell’universo ci impone di chiederci se per caso egli non benefici di qualche raccomandazione.
Stanislaw Jerzy Lec

[Mc 10,32-45]
In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti. Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà». Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Raccomandazioni, privilegi, gruppi di pressione, astuzie e ambizioni smisurate di alcuni… Situazioni piuttosto antipatiche in cui talvolta ci può essere capitato di imbatterci, oppure, ancora peggio, che possiamo aver sperimentato sulla nostra pelle come autentiche “piaghe del nostro tempo”. Eppure, pare che anche nel gruppo di coloro che hanno lasciato tutto per stare con Gesù e seguirlo fossero dinamiche ben note! Forse ciò che ci colpisce maggiormente è proprio questa “costante millenaria” che culmina nel dividere e far litigare i Dodici, proprio come capita tra di noi.

In quanto sta avvenendo c’è però in gioco qualcosa di più drammatico: è questo uno dei passaggi che segnano un progressivo allontanamento tra Gesù e i suoi; dopo questo scambio di battute avvenuto lungo il cammino verso Gerusalemme, infatti, Gesù sarà un po’ più solo e i Dodici più spaesati. La drammaticità di questo strappo potremmo così riassumerla: mentre Gesù confida il suo non avere altra garanzia al di fuori nella fiducia nel Padre che, in tutto quello che succederà, non lo mollerà, l’immediata reazione di Giacomo e Giovanni è “Signore garantiscici! Dacci almeno qualche garanzia sul buon esito di quanto stiamo vivendo accanto a te!” La risposta di Gesù è davvero potente e impressionante: non è in suo potere dare questo tipo di garanzie!

Quello che solo può fare è condividere quanto lui sta vivendo e la fede nel Padre che sta conoscendo. Niente di più! Presso i capi delle nazioni degno di fede è chi sa dare le migliori garanzie e per questo merita di essere servito… Ma per Gesù non è così: degno di fede è il Padre che chiede di essere scoperto e incontrato nello spendere la propria vita in mezzo agli altri, come ha fatto Gesù, senza garanzie e senza raccomandazioni!

  • In che occasione mi sono ritrovato a chiedere al Signore garanzia piuttosto che grazia?
  • In che luogo della mia vita desidererei sentire più vicino Gesù?
  • Dove ho incontrato il Padre, l’ultima volta?

Iuri Sandrin SJ

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