Ripartiamo dalle basi

Senza le basi, scordatevi le altezze
anonimo

[Mt 7, 21-29] In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.

Mesi e mesi ad affannarci per raggiungere traguardi, essere riconosciuti per determinati ruoli, occupare posizioni, dare esami, incastrare attività, collezionare esperienze: presi dal nostro fare tutto scorre in un girotondo sempre uguale che sembra destinato a procedere all’infinito.

Poi, all’improvviso, arriva qualcosa che fa crollare il muretto che abbiamo costruito intorno al nostro orticello: una perdita, un fallimento, un imprevisto, e tutto sembra crollarci addosso, tutto sembra chiederci dov’è il senso, se un senso c’è.

Il Signore viene a raccoglierci sotto le nostre macerie, dicendoci di non aver paura: chi sceglie, nelle scelte di ogni giorno, di costruire su di Lui, è al sicuro da qualsiasi smottamento. Fondare la costruzione della propria casa in Dio non significa però solo riconoscerlo a parole, o impegnandosi nel fare questo o quello: significa innanzitutto coltivare la relazione con Lui, incontrandolo nel profondo del nostro cuore e lasciandoci conoscere. Significa ascoltare, lasciandosi interrogare dalla sua parola: una parola che si fa carne, una parola detta da qualcuno che è disposto a giocarsi la vita per quello che dice.

Solo così possiamo fare la volontà del padre, solo così possiamo farci abitare da quell’amore che non avrà mai fine, e costruire sulla roccia.

  • Cosa muove il mio agire quotidiano? Su quali basi prendo le mie scelte, quelle piccole e quelle grandi?
  • Quando mi sono sentito atterrato dalle tempeste, e quando invece ho sentito il Signore vicino, anche nei fallimenti?
  • Cosa sento di dover rifondare sul Signore, affidandolo e costruendo insieme a Lui?

Rete Loyola (Bologna)

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