Le paralisi da guarire

La misericordia di Dio è una fune lunga e forte, e non è mai tardi per aggrapparvisi.
Bruce Marshall

[Mt 9,1-8]
In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati». Allora alcuni scribi cominciarono a pensare: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché mai pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa dunque è più facile, dire: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati, disse allora al paralitico, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. A quella vista, la folla fu presa da timore e rese gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

Non è certo la prima volta che nel Vangelo è raccontato l’episodio di una guarigione operata da Gesù, ma ogni incontro è una storia a sé, con i suoi protagonisti e le sue vicende particolari. Oggi la nostra attenzione non è tanto attirata dall’uomo guarito, un paralitico, quanto dagli altri due gruppi di persone menzionati.
Del primo gruppo – coloro che hanno portato il paralitico da Gesù – non sappiamo quasi nulla, ma conosciamo l’essenziale: la loro fede, che è vista e riconosciuta da Gesù. Il loro gesto, espressione proprio della fede che li abita, rende possibile l’incontro di Gesù con questo uomo paralitico, bisognoso dell’aiuto di altri per andare dal maestro.
Qualcosa in più ci è detto dell’identità del secondo gruppo: sono degli scribi, conoscitori delle Scritture, e restano scandalizzati ascoltando le parole pronunciate da Gesù al paralitico. Come può quest’uomo rimettere i peccati? Con quale autorità si sostituisce a Dio?
Anche loro hanno bisogno di essere guariti da una paralisi, quella che impedisce di riconoscere la misericordia di Dio. Non hanno, infatti, lo stesso cuore del Signore, che si dilata nell’amore per abbracciare tutti e cogliere ciò che c’è di buono in ciascuno.
Attraverso la guarigione del paralitico, Gesù si rivolge perciò agli scribi e, con il suo gesto, li mette in discussione, li interroga, sperando che così possano iniziare il cammino per ritrovare la piena capacità di amare. In un certo senso, Gesù dice anche a loro di alzarsi dalla loro paralisi e crescere nella fede.

  • Mi è capitato di sperimentare l’aiuto di altre persone mosse dalla fede? In quale occasione?
  • Da chi, come il paralitico, sono stato portato a Gesù?
  • Ci sono paralisi nel mio cuore che hanno bisogno della guarigione di Gesù?
    Ringrazio

Giuseppe Riggio SJ.

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