Inviati speciali

Ciò che differenzia da prima che s’innamorasse una persona innamorata non differisce da ciò che distingue una lampada spenta da quando invece è accesa: prima esisteva solo un’ottima lampada, ma ora in più diffonde la luce e svolge così la sua vera funzione.
Vincent Van Gogh

[Mt 10, 7-14] E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi.

Per essere cristiani ci sono tante cose da fare e difficili: annunciare la vita e aprire alla speranza (anche a chi non ti vuole credere?), alleviare le ferite degli altri (anche di chi non vuole guarire?), consolare (anche chi non accetta parole di conforto e sguazza nel proprio dolore?), produrre il bene negli altri (anche se non sono predisposti a cambiare?). Insomma, da soli non ce la facciamo.

In realtà questo discorso apparentemente complesso di Gesù ai discepoli si fa semplice nel quotidiano solo se pensiamo alla nostra identità e missione sotto lo sguardo amorevole del Padre: ci ha desiderati, ci ha amati e ci ha offerto la vita piena. Mica poco! Non siamo chiamati a reggere il peso del mondo, ma semplicemente ad essere noi stessi, per portare agli altri quello che il Signore ci ha donato, gratuitamente.

È questo amore libero e totalizzante che ci apre al desiderio di pienezza e ci mette in cammino con la voglia di fare qualcosa per Lui. Ma questo fare non può essere riduttivo, dipendente dalle nostre forze, perché è Lui che ci dà gli “strumenti”, è Lui che ci dona quella luce che è nostro compito riportare agli altri. Per questo il Regno di Dio è vicino: è già in mezzo a noi, non in un futuro da attendere, siamo noi con le nostre vite, è una gioia alla portata di tutti! Annunciare che il Regno di Dio è vicino è quindi porre sugli altri quello stesso sguardo d’amore e trasmettere la libertà e la pace che abbiamo ricevuto in quell’incontro, nella semplicità dell’essere noi stessi in famiglia, a lavoro, con gli amici, come delle tele bianche su cui il Signore poggia la mano e dipinge un armonioso paesaggio.

  • Riesco a sentire il desiderio che il Signore ha di amarmi?
  • Come mi chiama a portare luce?
  • Mi capita di porre dei freni alla speranza con il mio modo di gestire le relazioni?

Ilaria De Lillo

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