Il vento fa il suo giro

Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva.
Rita Levi-Montalcini

[Mt 11,20-24] In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

All’inizio, Corazin e Betsaida hanno accolto Gesù e i miracoli si sono moltiplicati. Cafarnao è la città dei pescatori chiamati lungo il lago, la città del centurione, che riempie di meraviglia Gesù per la sua fede, la città che vede tante persone liberate dal male. Tutto promette bene. Le tre città, invece, si chiudono in se stesse. Il vento fa il suo giro, portando il gelo della diffidenza e dell’odio.

Ecco il dramma del rifiuto, inspiegabile, caparbio, ostinato. Vi possiamo assistere passivi? Esagera, forse, chi si lamenta, grida, ricorre a minacce? O non esprime, piuttosto, il suo amore appassionato?

  • Quando non voglio ascoltare nessuno?
  • Come affronto delusioni e sconfitte?
  • Che cos’è, per me, un rimprovero?

Stefano Corticelli SJ

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