Un cuore ardente

Mio cuore, tu stai soffrendo,
cosa posso fare per te?
Mi sono innamorata e
per te pace no, no, non c’è.
Rita Pavone

[Lc 12,49-53] In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Tante volte ci è capitato di ripetere, in preghiera, proprio le parole che oggi dice Gesù: “quanto vorrei”; e, magari, ancora più spesso: “come sono angosciato”. Ecco, dunque, il volto umano di Gesù, Gesù che ha un cuore fremente come il nostro e come noi, con noi desidera, spera, si angoscia…

Egli si mostra nella sua natura di vero uomo, affinché ci sia rivelata e donata una fede che non può assopirsi, una fede che non può essere abbandonata o lasciata languire nella stasi inappagante di un quieto vivacchiare.

Gesù ci mostra un cuore che arde, che si consuma, capace di sbilanciarsi verso la tenerezza e la dolcezza, ma anche verso la contesa, contro l’ingiustizia e contro l’asettica sterilità delle relazioni, della carità, del lavoro, dello studio; un cuore che brucia, contro la morte.

La divisione che Gesù è venuto a portare sradica dalla staticità stanca dell’ordinario, genera nuova vita; vince la morte. Egli ha portato sulla croce il suo corpo, che siamo noi, perché fosse rigenerato.

Chiediamo al Signore di rinnovare continuamente il nostro cuore, perché non diventi mai sterile, piatto; perché frema tanto da far male – come a Gesù faceva male.

  • Quando ho sentito il mio cuore assopito?
  • In che occasione ho visto sterilità nelle mie relazioni?
  • Riesco a non tenere nascosta la mia fede aprendomi all’ascolto e al confronto con l’altro?

Marco Ruggiero
Rete Loyola (Bologna)

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